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‘Città bombardate. Dresda, Udine e Zara. 1943-45. Soldati, sfollati e profughi istriani e dalmati in Friuli’ – 9 Dicembre 2011

Incontro aperto al pubblico che l’Istituto Stringher di Udine organizza per venerdì 9 dicembre alle ore 11.00 presso il Salone del Museo Etnografico del Friuli – Palazzo Giacomelli.

Il complesso Manzoni-Stringher fu un lager nazista nel 1944, verrebbe da dire: “notizia bomba!”. Tuttavia è indelicato poiché l’evento organizzato dall’Istituto Stringher di Udine per il 9 dicembre si intitola proprio Città bombardate.

Gli insegnanti del Laboratorio di Storia della scuola hanno trovato sensazionale e sconcertante la notizia, confermata da testimonianze orali e da fonti scritte, che negli anni 1944 e ’45 gli istituti scolastici che vanno da piazza Garibaldi a Largo Ospedale Vecchio furono un lager delle SS naziste.
In particolare, dai ricordi di Eugenio Garlatti di Forgaria emerge che fu prigioniero delle SS negli ambienti dove successivamente, dal 1959, funzionò l’Istituto Stringher. E un’altra conferma sull’uso militare degli stessi edifici scolastici da parte dei nazisti viene da una pubblicazione, del 1972, del professor Enzo Cecconelli che dice: “Nel settembre del 1944, durante l’occupazione tedesca, l’Istituto tecnico A. Zanon venne adibito a campo di concentramento dei rastrellati nelle operazioni antipartigiane”.
Furono concentrati nell’edificio anche gli sfollati di Attimis, Faedis e Nimis, paesi incendiati dai nazisti per rappresaglia antipartigiana.

Il tutto è oggetto di un articolo scientifico, Resistenza attiva e passiva a Udine e a Tramonti di Sotto nel 1944, che a breve sarà pubblicato sulla rivista Sot la Nape.

E di queste ed altre vicende della seconda guerra mondiale che tratta l’incontro aperto al pubblico “Città bombardate. Dresda, Udine e Zara. 1943-45. Soldati, sfollati e profughi istriani e dalmati in Friuli” che l’Istituto Stringher di Udine organizza per venerdì 9 dicembre alle ore 11.00 presso il Salone del Museo Etnografico del Friuli – Palazzo Giacomelli.

I relatori saranno il professor Giancarlo Martina, che illustrerà la tecnica anglo-americana del bombardamento a tappeto su Dresda, il professor Elio Varutti, che parlerà del Campo profughi istriani e dalmati di Udine, e l’ingegner Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che parlerà della distruzione di Zara, sua città natale.

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