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Educare al dono, convegno #AFDS, Ministero e Università

Udine – Donare sangue, donare il midollo osseo e, nel caso di fine vita, donare gli organi. Su tali impegnative tematiche si sono aggiornati in un convegno oltre 115 docenti della regione, assieme ai dirigenti dell’Associazione Friulana Donatori Sangue (AFDS) di Udine. Un bel successo per gli organizzatori!

Laura Bassi, Cristiano Picco e Eros Scuz

Laura Bassi, Cristiano Picco e Eros Scuz, tre relatori su sedia a rotelle

È accaduto il 6 settembre 2016, presso l’auditorium della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “A. Comelli”, di Via Sabbadini a Udine. La mattinata di studio aveva per titolo “Educare alla salute, educare al dono. A scuola per far vincere la vita”. Organizzatori erano, oltre all’AFDS di Udine, l’Università friulana, con il suo corso di laurea in Scienze Motorie e quello magistrale in Scienza dello Sport e l’Ufficio Educazione Motoria Fisica e Sportiva di Udine, emanazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Proprio a nome di quest’ultimo ufficio ha aperto i lavori del convegno il professor Claudio Bardini, referente regionale per l’Educazione alla salute dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, ha detto di «approfondire bene il tema del convegno, dato che la salute fisica e il dono sono come un debito che gli adulti hanno nei confronti dei giovani, tali argomenti sono fatti propri anche dalla Chiesa».

Paride Cargnelutti, vice presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha insistito sul fatto che «l’impegno educativo di tale portata non è solo della scuola, ma anche della famiglia, delle altre agenzie educative, delle istituzioni del territorio, solo così potremmo rendere autonomi i nostri ragazzi dai sistemi informativi e dai modelli legati al consumo».

I saluti della Provincia di Udine sono stati portati da Beppino Govetto, assessore provinciale all’Istruzione, seguito da Raffaella Basana, assessore allo Sport all’Educazione e agli Stili di vita del Comune di Udine.

Roberto Peressutti, direttore del Centro regionale trapianti, ha accennato alla «forte solidarietà che possiamo trovare qui e proprio nel dono degli organi una famiglia che ha appena perso un proprio caro, può trovare un certo sollievo nella elaborazione del lutto».

Claudio Bardini, organizzatore del convegno

Claudio Bardini, apre i lavori del convegno

L’intervento cardine del convegno è stato svolto da Renzo Peressoni, presidente dell’AFDS di Udine. «Esiste una bellezza del dono del sangue – ha detto Peressoni – e l’emotività non basta, perché si deve donare quello che serve e quando serve, secondo una cultura del dono che voi insegnanti sapete trasmettere agli studenti, evitando il profondo egoismo e la solitudine dell’individuo».

Gli ha fatto eco Pietro Biasiol, direttore titolare dell’Ufficio Scolastico Reginale del Friuli Venezia Giulia. Biasiol ha ricordato i recenti successi della scuola regionale, a livello di formazione «allora dobbiamo operare sotto un profilo etico, perché c’è una grande fiducia e ci anima una forte profondità di valori».

Ha portato i saluti del Magnifico rettore dell’Università di Udine il professor Bruno Grassi, coordinatore del Corso di laurea magistrale in Scienza dello Sport. Grassi ha detto che «è una eccellente idea quella di coniugare l’educazione alla salute con quella del proprio fisico e, infine, con il dono del sangue e lavoreremo in questo senso anche all’interno dell’università».

Vivianna Totis, del Dipartimento Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine ha portato il risultato di alcune ricerche, secondo cui i giovani sono più attratti dal volontariato, come il dono del sangue, piuttosto che dalla politica. Poi ha detto che da noi «la maggior parte delle donazioni viene impiegata per gli ammalati cronici, col 53 per cento delle sacche di sangue, poi ci sono quelli chirurgici (24%) e, per ultimi, quelli di medicina». Poi ha aggiunto che «il dono del sangue deve essere un atto fatto con la testa, non col cuore, perché bisogna essere consapevoli di non fare del male ad altri col proprio sangue eventualmente poco sano».

Massimo Baraldo, direttore dell’Istituto di Farmacologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine ha svolto una interessante relazione sul lungo e sconvolgente tema dello “Abuso di energy drink e sostanze eccitanti, uso sconsiderato e improprio di integratori e farmaci, droghe compensatrici e legali dagli effetti tossici sull’organismo e abuso sistematico di alcol per emergere come individuo in una dinamica di gruppo”.

Tommaso Mazzoli, docente di Informatica all’Università di Udine e in quella di Gorizia, ha trattato il tema attualissimo del “Cyberbullismo”.

Poi è stata presentata la Convenzione per l’educazione al dono e ad una vita in salute, predisposta dall’AFDS e dall’Ufficio Educazione Motoria, Fisica e Sportiva di Udine. Hanno parlato Peressoni, Bardini e Anna Chiarandini, consigliere provinciale dell’AFDS delle sezioni studentesche. Sono stati mostrati dei video, spot e banner preparati per le scuole.

“Educare alla legalità: il rispetto delle regole sulla strada e nella vita”. Un titolo così non poteva che essere trattato da un responsabile della Polizia Stradale di Udine e Carlo Piraneo l’ha fatto con semplicità e chiarezza.

Gli ultimi tre interventi hanno visto dei relatori costretti sulla sedia a rotelle. Nel silenzio totale dell’auditorium Eros Scuz e Cristiano Picco, dell’Associazione sportiva disabili “Basket e non solo” hanno raccontato il cambiamento di vita subito a causa di un incidente stradale. Stessa impressione ha dato Laura Bassi, di Achilles International Italia Onlus. Tutti hanno voluto sottolineare l’importanza dei donatori di sangue «perché ci hanno ridato una nuova vita».

Udine, convegno

Udine, convegno Educare alla salute, educare al dono, 6 settembre 2016. Perissutti, Grassi, Peressoni, Biasiol, Mons. Mazzocato, Cargnelutti, Govetto e Raffaella Basana, in camicia bianca.

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