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“Donna Friulana: Storie Testimonianze Incontri”: ciclo di appuntamenti al Museo Etnografico del Friuli
Il Museo Etnografico del Friuli fino al 17 Aprile propone una serie di conversazioni intorno al tema delle “Donne friulane: Storie Testimonianze Incontri”.
La proposta nasce dalla volontà di riflettere sull’identità e sui ruoli femminili nella storia della cultura tradizionale in Friuli, proponendo testimonianze e storie di vita che aiutino a comprendere l’evolversi della presenza che la donna si è assunta, o ha vissuto, in particolari momenti storici e situazioni quali, ad esempio, l’emigrazione, il lavoro, il periodo risorgimentale.
Gli incontri, che si tengono presso il Museo Etnografico del Friuli a palazzo Giacomelli, in via Grazzano 1, vedono l’intervento e la collaborazione di studiosi e ricercatori – Chiara Fragiacomo, Luciana Molinis, femminile, Cora di Brazzà fondò l’Industria Giocattoli in Friuli con sede a Fagagna; fece poi conoscere le Marisa Sestito, Elio Varutti – che nei rispettivi campi di studio hanno approfondito temi in cui emerge il trasformarsi dell’immagine femminile friulana in eventi ed esperienze diverse.
Il Museo Etnografico, dedicato alla cultura della tradizione friulana, è un ambito espositivo in cui emerge la presenza della donna all’interno della famiglia, della comunità, nell’economia del lavoro anche in una società di autoconsumo. Figlie, sorelle, spose e madri: il compito coincideva spesso con il ruolo all’interno della famiglia, quali amministratrici, educatrici, rappresentanti anche in assenza del coniuge, emigrante. Il novecento porta la donna a un graduale inserimento nel mondo del lavoro e a una trasformazione dei suoi ruoli.
Personaggio simbolo dell’emancipazione femminile della prima metà dell’ ’900 è Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà, originaria di New York e “divenuta friulana” dopo il matrimonio con il conte Detalmo di Brazzà Savorgnan, alla quale viene dedicato il prossimo appuntamento, martedì 20 marzo alle ore 17. Marisa Sestito dell’Università di Udine, docente di Letteratura inglese presso l’Università di Lingue, parlerà di “Cora Slocomb: imprenditrice americana”.
Cora Slocomb era nata a nata a New Orleans da una facoltosa famiglia americana nel 1862, ebbe un’accurata educazione con viaggi in Europa, che le permisero di imparare le lingue e di coltivare innate inclinazioni; nel 1887 sposò a New York il conte Detalmo di Brazzà Savorgnan, con cui, giunta in Friuli, si stabilì a Brazzà occupandosi del ripristino del castello di famiglia e dei giardini. Donna piena di spirito di iniziativa, si sensibilizzò alle condizioni di vita della gente del posto comprendendo le condizioni di miseria in cui versava il ceto contadino.
Si accorse che soprattutto le donne dovevano sopportare il disagio della povertà e della sottomissione e per sostenerle creò nel 1891 la prima Scuola Cooperativa per merletti a fusello presso una sede a Santa Margherita del Grugno.
Ben presto furono istituite altre sei scuole che diedero lavoro a più di cento operaie.
La grande produzione di merletti di Brazzà fu conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo soprattutto negli Stati Uniti dove furono aperti punti di vendita a New York, St Louis, Baltimora, Washington e New Orleans. Vinsero la medaglia d’oro all’esposizione mondiale di Chicago del 1893, di Parigi del 1900, di Londra del 1904, di Liegi del 1905.
Cora si presentò come raffinata imprenditrice: si occupava dell’esecuzione dei disegni, della produzione, della commercializzazione e dell’immagine delle aziende. Grande richiesta di merletti veniva da Roma; l’apprezzamento era tale che la regina Margherita fu una cliente assidua. Alla sovrana Cora dedicò lo scritto Old and new lace in Italy, exhibited at Chicago in 1893. Dedicated to her Majesty Queen Margherita, pubblicato a Venezia nel 1893.
Sempre per incrementare l’occupazione sviluppò la coltivazione delle viole di Udine e di Brazzà, bianco-rosate, doppie, profumatissime, create con il cognato Filippo di Brazzà, coltivate dalle donne friulane lungo i filari delle viti e che ottennero il primo premio della Royal Horticultural Society nel 1883.
Allo spirito innovativo e attento della nobildonna si deve anche la nascita della prima industria dolciaria, il biscottificio Delser.
Le iniziative umanitarie di Cora, tuttavia, non si risolsero in azioni di miglioramento sociale ed economico, si ampliarono al sostegno dei diritti umani e si impegnò contro la pena di morte. Grazie ad una forte rete di amicizie riuscì a mobilitare l’opinione pubblica americana e a far riaprire il processo per l’assoluzione di Maria Barbella, giovane italiana accusata di omicidio, prima donna condannata alla sedia elettrica.
Cora si spense a Roma il 24 agosto 1944.

I successivi appuntamenti del ciclo “Donna Friulana: Storie Testimonianze Incontri” si terranno il 27 marzo, Donne del Risorgimento, con Chiara Fragiacomo; il 5 aprile, Il merletto friulano e Cora di Brazzà, con Luciana Molinis ed il 17 aprile, Italia e America, la scuola femminile, con Luciana Molinis.
Tutti gli incontri si terranno alle 17 presso il Museo Etnografico del Friuli, Palazzo Giacomelli, in via Grazzano 1 a Udine.
Info e contatti:
Tag:donne friulane, Museo Etnografico del Friuli, Museo Etnografico Udine, Savorgnan di Brazzà
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